Volum I
F. [3] prel.: “Parte III”.
F. [4] prel.: “[Caràcters hebreus] Scilte’ hagghiborim. Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agl’infedeli, catecumeni e neofiti. Fatta dal molto reverendo sacerdote signor D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e parroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti. Scritti da me, D. Francesco Massucci. Roma, l’anno MDCCLXXVIII”.
F. [7] prel. [Epigrama en elogi de l’autor (versions llatina, hebrea i italiana)].
P. 1-5: “Prefazione di tutta l’opera”. Inc.: “L’infedeltà odierna, qual’altro spurio gigante Golia millantando grandezza, armata in testa d’inganni, di sofismi e di raggiri”. Expl.: “e di esserne almeno nell’altro mondo rimunerato”.
P. [6 bis]: “Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agli infedeli, catecumeni e neofiti. Prolegomeni. Fatti dal molto reverendo signor D. Francesco Rovira-Bonet, rettor de’ catecumeni e parroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo ai Monti”.
P. 7-8: “Prefazione delli prolegomeni”. Inc.: “Gl’infedeli de’ nostri giorni, massime gli ebrei, fondansi principalmente nei detti de’ rabbini”. Expl.: “non venga a farlo miseramente penire”.
P. 9-289: “Prolegomeni dell’opera detta Armatura de’ forti, nelli quali si tratta della sagra Scrittura”. “Cap. I: della Scrittura santa e del suo canone”. Inc.: “Quanto è indubitato che vi è un solo Dio in tre divine persone”. Expl. (“Cap. XII: degl’interpreti [ms. interpetri] della sagra Scrittura”): “e delle opere da noi per brevità solamente accennate nei loro alpunti”.
P. 291: “Appendice alli prolegomeni di tutta l’opera dell’Armatura de’ forti”.
P. 293-294: “Appendice [...]. Prefaziuncula”. Inc.: “La sagra Scrittura, la di cui edizioni in varie lingue abbiamo riferite, dice le cose accadute dal principio del mondo a tutto il tempo de’ Maccabei”. Expl.: “pagato della medesima”.
[1] P. 295-318: “Breve raguaglio di quello che successe agli ebrei dopo la cattività di Babilonia sino ai tempi di Cristo e della destruzione di Gerusalemme”. Inc.: “Gli ebrei, dopo la cattività di Babilonia, o per ambizione o per disperazione divenuti emoli della gente che gli stava intorno”. Expl.: “mentre tutti li vedono abbandonati affatto dalla maestà di Dio”.
[2] P. 319-338: “Trattato delle sefirot o sia del simbolo degli ebrei, scritto dal sacerdote D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni”. “Esordio”. Inc.: “Se li divini monumenti di Mosè e delli profeti venissero soli intesi sotto la parola Cabala, o sia tradizione”. Expl. (“Spiegazione delle sefirot”): “nel secolo futuro sarà il fuoco: ‘col Israel jase laem chelec esc esc le golam abba’”.
[3] P. 339-410: “Istoria delli dottori misnici riguardevoli, cavata da quello che ne scrivono Giovanni Errico Ottone e Cristoforo Wolfio”. “Esordio”. Inc.: “Abbiamo l’istoria delle cose succedute del principio del mondo sino ad Esdra”. Expl.: “qual opera però nel tradurla ho dovuta castigare in vari luoghi”.
[4] P. 411-447: “Vita di Maometto e istoria del maomettismo”. “Cap. I: della patria e nascita di Maometto”. Inc.: “Diviso che fu l’Impero romano in impero di Oriente e di Occidente”. Expl. (“Prognostici fatti intorno la destruzzione della legge e setta di Maometto”): “delli quali manoscritti originali si son serviti li spagnuoli per scrivere le cose sudette che ho io qui poste in italiano”.
P. [449-455]: “Indice delle materie dei prolegomeni”.
Volum II
F. [3] prel. [Caràcters hebreus].
F. [4] prel.: “Scilte’ hagghiborim”.
F. [5] prel.: “Armatura de’ forti. Parte I”.
F. [6] prel.: “[Caràcters hebreus] Scilte’ hagghiborim. Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agli infedeli, catecumeni e neofiti. Parte I. Fatta dal molto reverendo sacerdote signor D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e parroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti. Scritti da me, D. Francesco Massucci. Roma, l’anno MDCCLXXVIII”.
P. I-IV: “Prefazione della prima parte”. Inc.: “Non sono al certo pochi quelli che utilmente si sono occupati a fare raccolte de’ libri ebraici”. Expl.: “il che è l’unica mira che si è da me avuta nel fare questa raccolta di autori antigiudaici, nella quale consiste la prima parte di questa opera”.
P. V: “Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agl’infedeli, catecumeni e neofiti. Prolegomeni della prima parte. Fatta dal molto reverendo signor D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e parroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti”.
P. VII-XI: “Esordio de’ prolegomeni della prima parte”. Inc.: “Venuto che fu il Messia, il quale, secondo la profezia, non doveva essere accettato dalla sinagoga”. Expl.: “e come infatti fu il suo istitutore Gesu Cristo benedetto, che vive, regna e regnerà per tutti li secoli de’ secoli. Amen”.
P. [XII] [Versos de Rutili Namacià. De reditu suo, contra els jueus, extrets del volum Della verità della christiana catolica religione, Nàpols, 1785, p. 142]. Inc.: “Atque utinam nunquam Judaea subacta fuisset”.
P. 1-320: “Dissertazione prima, in cui si parla di Dio secondo quel che dicono i rabbini”. Inc.: “Grida l’apostolo a Romani, cap. I, vers. 10, che le cose invisibili d’Iddio si conoscono per le visibili”. Expl. (“Dissertazione X”, “§ II: Dell’inferno secondo gli ebrei”): “il che è il fondamento della nostra nostra idea in fare queste raccolte”.
P. 321-322: “Indice delle materie delli prolegomeni della prima parte”.
P. 323-337: “Indice delle postille notate nel margine delle dissertazioni”.
P. 339: “Appendice alli prolegomeni della prima parte dell’Armatura de’ forti, consistente nelle rifiutazioni del Talmud e del Alcorano, composte in latino da Teobaldo di Sassonia contro li giudei e da Riccardo contro li turchi, ambedue religiosi domenicani”.
P. 341-343: “Prefazione”. Inc.: “Si è stimato bene di aggiungere per appendice alli prolegomeni della prima parte di quest’opera le confutazione delle due più considerabili sette che oggidi regnano nel mondo, cioè di quella degli ebrei e di quella de’ turchi”. Expl.: “a pascoli eterni del Paradiso. Amen”. [S’hi cita el Pugio fidei de Ramon Martí].
[1] P. 345-372: “Obbjezioni di Teobaldo di Sassonia”. Inc.: “Il Talmud è un libro che contiene la dottrina de’ giudei”. Expl.: “quanto fu grande il peccato che commisero quando ammazzarono Cristo vero re”.
P. 373-375: “Aggiunta”.
[2] P. 377-515 [Riccardo]. “Confutazione dell’Alcorano o sia della legge de saraceni”. “Cap. I: de principali errori di questa legge”. Inc.: “Conviene primieramente sapere li principali errori della legge de’ saraceni”. Expl. (cap. XVII): “e che non sopravvanza le forze degli uomini ajutati della divina grazia. Fine”.
P. 516: “Aggiunta”.
P. [517-518]: “Indice dell’appendice alli prolegomeni della prima parte”.
Volum III
F. [2] prel.: “[Caràcters hebreus] Scilte’ hagghiborim. Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agli infedeli, catecumeni e neofiti. Fatta dal molto reverendo sacerdote D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e parroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti. Parte IV. Scritti da me, D. Francesco Massucci. Roma, l’anno MDCCLXXVIII”.
F. [3-5v] prel.: “Introduzione alla prima parte dell’opera detta Armatura de’ forti”. Inc.: “L’autori radunati per ordine alfabetico in questa prima parte sono di ogni lingua e potrei quasi dire di ogni nazione”. Expl.: “e a quel torrente de voluttà che Iddio ci tiene per sua bontà preparato. Così sia”.
F. [6-6v] prel.: “Registro del numero degli autori d’ogni lettera e del numero delle pagine che contiene ogni lettera”.
P. 1-846: “Armatura de’ forti. Parte I. Autori che trattano delle cose spettanti agli infedeli, catecumeni e neofiti”. “A”. Inc.: “1. Aaronne Margalita, prima rabbino de’ giudei, compose li trattati della passione di Gesù Cristo intorno al cap. 53 d’Isaia, quali furono stampati in latino a Francfort l’anno 1706 in 4”. Expl. (“Z”): “7. Zoffiro scrisse degli giudei come l’afferma Eusebio, Della preparazione evangelica, lib. 9, cap. 4”.
F. [1-19v]: “Indice primo de’ nomi e cognomi di tutti quelli che anno scritto contro gl’infideli. Il primo numero indica il numero dell’autore, il secondo la pagina”.
F. [20-35v]: “Indice secondo de soli cognomi degli autori descritti nel primo indice [...]”.
F. [36]: “Appendice della prima parte dell’Armatura de’ forti”.
F. [37-37v]: “Prefaziuncula dell’appendice della prima parte”. Inc.: “Agli autori che hanno scritto o contro gl’infedeli o per la religione cattolica si è stimato a proposito di aggiungere per appendice un catalogo delli scrittori giudaici che hanno avuta la temerità d’impugnare la sudetta cattolica religione”. Expl.: “colle massime di quelle opere veramente diaboliche”.
[1] P. 1-14: “Scrittori giudaici che hanno avuto ardire d’impugnare la religion cattolica, raccolti dal tomo II e IV del Wolfio e tradotti in volgare”. “A”. Inc.: “1. Abrabanello scrisse varie cose contro li cristiani”. Expl. (“Z”): “2. Zevi Salomone compose le Teriaca giudaica, della quale parla Wolfio, num. 576, e tom. 2, pag. 1053”.
[2] P. 15-20: “Apologie de’ giudei per la loro gente e religione, tradotte dal tomo II e IV del Wolfio nella sua Biblioteca ebraica”. “C”. Inc.: “Cardoso, Isaacco: medico spagnuolo, giudeo relapso”. Expl. (“Z”): “Zevi Salman o Salomone: [...] parla Wolfio, part. I, num. 176, e tom. 2, pag. 1055”.
P. 21-31: “Catalogo alfabetico di quelli che costa essere stati pervertiti da giudei ed indotti al loro culto”. Inc.: “Alcuni giudei hanno avuto l’ardire di procurare l’apostasia de’ cristiani”. Expl.: “della disgrazia de’ quali non n’è rimasta memoria”.
Volum IV
F. [2] prel.: “[Caràcters hebreus] Scilte’ hagghiborim. Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agli infedeli, catecumeni e neofiti. Fatta dal molto reverendo sacerdote D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e paroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti. Parte II. Scritti da me, D. Francesco Massucci. Roma, l’anno del Signore MDCCLXXX”.
F. [3-4] prel.: “Prefazione”. Inc.: “La prima cura che ebbe san Pietro, principe degli apostoli, subito ricevuto lo Spirito santo, al dire degli Atti degli apostoli”. Expl.: “le cose dunque che ho cavate dal sudetto archivio [i.e. della Casa de’ Catecumeni di Roma] e dalli bollari sono in succinto le seguenti”.
P. 1-123 (1a num.): “Armatura de’ forti. Parte II. Disposizioni de’ sommi pontefici intorno agl’infedeli, catecumeni e neofiti”. Inc.: “Eugenio III, italiano: Prima chiamato Pietro Bernardo, monaco cisterciense, creato papa in Roma nel giorno 27 febraro 1145”. Expl. (“Clemente XIV”): “come dalla lapide che fu messa sopra la porta grande della chiesa della Madonna de’ Monti”.
P. [124 bis-q]: “S. Gregorio Magno papa nelle sue epistole parla delli giudei”.
P. 125: “Appendice alla seconda parte dell’Armatura de’ forti nella quale si riferiscono le savie disposizioni degl’imperadori, principi ed altri del gius civile intorno agli infedeli, catecumeni e neofiti, raccolte massime da Giovanni Alberto Fabrizio nel suo libro della salutevole luce del Vangelo, stampato in Amburgo, pag. 273 e seguenti, cap. XIII e segg.”
P. 127: “Prefazioncola all’appendice della seconda parte”. Inc.: “Alle disposizioni de’ sommi pontefici”. Expl.: “e che sono state scritte da uomini grandi”.
[1] P. 129-147, primera rúbrica: “Editti contro li pagani ed in favore del cristianesimo propagati per mezzo degl’imperadori”.
[2] P. 149-160: “Traduzzione della pag. 76 della prefazione delle opere di S. Giustino martire stampate a Parigi 1742, da un monaco benedettino della Congregazione di San Maoro”.
[3] P. 161-164: “S. Bernardo nell’epistola 322, indirizzata al clero ed al popolo della Francia orientale [...]”.
P. [173]: “Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agl’infedeli, catecumeni e neofiti. Parte III. Decisioni de’ concili”.
P. 1-3 (2a num.): “Prefazione”. Inc.: “Li cristiani, massime li cattolici”. Expl.: “che ha tenuto il sudetto Battaglini”.
P. 5-41: “Armatura de’ forti. Parte III. Decreti e canoni de’ concili intorno agl’infedeli, catecumeni e neofiti”. Inc.: “Concilio II degli apostoli: San Pietro entrò per il primo alla difesa de’ suoi”. Expl. (“Concilio di Palenzia”): “quanto era orribile la composizione sudetta”.
P. 43: “Appendice alla terza parte dell’Armatura de’ forti”. “Prefaziuncola”. Inc.: “Alle decisioni de’ concili intorno agl’infedeli, catecumeni e neofiti, si aggiungono le decisioni di san Carlo [i.e. Carles Borromeu]”. Expl.: “intorno al medesimo Talmud”.
[1] P. 44-49: “Estratto degli atti della chiesa di Milano [...]”.
[2] P. 50-53: “Traduzione d’una particola dell’Apologia di Eriberto che si legge in latino alla pag. 360 del tomo I dell’opera intitolata Spicileggio, stampato a Parigi nell’anno 1723 per opera di D. Luca d’Achert [i.e. d’Achéry], sacerdote e monaco benedettino”.
[3] P. 54-92, primera rúbrica: “Estratto della pagina 334 della parte II dell’opera chiamata la Teologia istorico-polemica, fatta stampare a Bamberga l’anno 1751 dal P. fr. Sebaldo da San Cristofaro, carmelitano, nella quale si propone il metodo d’ajutare quelli che si convertono alla santa fede cattolica”.
[4] P. 93-96: “Autori che hanno scritto intorno al Talmud”.
[5] P. 97-98: “Nota delle censure raccolte da Andrea del Monte che stanno in un manoscritto della libreria della Madonna de’ Monti”.
P. [99]: “Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agl’infedeli, catecumeni e neofiti. Parte IV. Trattato dei catecumeni, della loro Casa e di altre cose a loro appartenenti”.
P. 101: “Prefazione”. Inc.: “In questo piccolo trattato ho procurato di mettere in vista quel che sin dai primi tempi fino ai nostri è stato fatto per la grande opera de’ catecumeni”. Expl.: “sono le seguenti”.
P. 103-218: “Armatura de’ forti. Parte IV. Trattato delli catecumeni, della loro Casa e cose, massime in Roma”. Inc.: “Il paradiso terrestre pare tipo della Casa de’ catecumeni”. Expl.: “ed un sol pastore in questo mondo, come ha da essere nell’altro. E così sia”.
P. 219: “Appendice alla quarta parte dell’Armatura de’ forti”.
P. 221-222: “Prefaziuncula dell’appendice alla quarta parte”. Inc.: “Alcune cose analoghe alli catacumeni possono congruemente esser messe per appendice a questa quarta parte”. Expl.: “a quel zelo si confacente all’esser di cattolico”.
[1] P. 223-274: “Raccolta de’ tipi e profezie intorno alle cose delli cristiani fatta da D. Francesco Rovira Bonet”. “Esordio”. Inc.: “Li tipi del Vecchio Testamento sono una specie di profezie e molti ne hanno parlato egreggiamente”. Expl.: “§ XCVII: Tipo della consumazione del secolo fu il diluvio, come leggesi nella seconda Epistola di san Pietro, cap. 3, vers. 6. Fine de’ tipi”.
[2] P. 275-280 [Llistes de passatges bíblics interpretats en clau messiànica]. Primera rúbrica: “Passi della Scrittura che li cristiani intendono del Messia e che anticamente gli ebrei, prima che venisse Gesucristo, intendevano anche del Messia, cavati dal Maturgaman, di Elia Levita, sopra la radice Masca unse”.
[3] P. 281-292: “Gemme Talmudo-zoariche fatte stampare in Londra da Andrea Hellman l’anno 1721, tradotte in italiano da D. Francesco Rovira”.
[4] P. 293-295: “Alcune cose del Talmud contrarie alla sagra Scrittura”.
[5] P. 297-333: “Orazione dominicale opposta al giudaismo, scritta da D. Francesco Rovira, rettore de’ catecumeni” [inclou un comentari del ‘Pare nostre’].
[6] P. 335-340: “Osservazioni intorno alla conversione degl’infedeli”.
[7] P. 341-347: “Catalogo di quelli che hanno trattato del miglior modo di convincere gli ebrei”.
[8] P. 349-361: “Scrittori della converzione degli ebrei, o totale o da qui innanzi maggiore da sperarsi o da non sperarsi”.
[9] P. 363-367: “Scrittori di catechismi in varie lingue”.
[10] P. 369-377: “Discorsi fatti in occasione de’ battesimi d’infedeli e poi stampati”.
[11] P. 379-383: “Memoriale sottoscritto da molti rabbini e giudei desiderosi d’abbracciare la cattolica fede e di esser battezzati, diretto all’illustrissimo e reverendissimo monsignor Lubienski, arcivescovo di Leopoli e principe celsissimo”.
[12] P. 385-386: “Simbolo della fede degli ebrei”.
P. [386 bis]: “[Caràcters hebreus] Scilte’ hagghiborim. Armatura de’ forti o sia raccolta di cose spettanti agl’infedeli, catecumeni e neofiti. Fatta dal molto reverendo sacerdote D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e paroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti. Parte V. Roma, l’anno del Signore MDCCLXXXIII”.
P. 387: “Armatura de’ forti. Parte quinta. Catalogo de’ santi catecumeni e neofiti che descritti si trovano nel Martorologio romano”. “Prefazione”. Inc.: “Oltre li santi apostoli, san Paolo e i 72 discepoli”. Expl.: “secondo il detto martirologio sono li seguenti”.
P. 387-406, primera rúbrica: “Gennaro”. Inc.: “Il giorno 9 di detto: In Antiochia sotto Diocleziano e Massimiano è il natale di san Giulio mart.” Expl.: “per ordine del re Erode”.
P. 407-410: “Indice de’ santi contenuti nell’antecedente raccolta”.
P. 411: “Appendice alla parte quinta della Armatura de’ forti, continente le barbare crudeltà usate dagli ebrei contro li cristiani ed altr’innocenti, le irriverenze commesse dagli ebrei contro le sagre immagini ed alcuni miracoli del santissimo sagramento in occasione d’ingiurie fattegli dagli ebrei. Composta dal reverendo sacerdote D. Francesco Rovira-Bonet, rettore de’ catecumeni e paroco del Santissimo Salvatore e S. Pantaleo a Monti. In Roma, l’anno 1784”.
P. 413: “Appendice alla parte V dell’Armatura de’ forti”. “Prefaziuncula”. Inc.: “Al catalogo delli santi catecumeni e neofiti, li quali sono descritti nel romano Martirologio”. Expl.: “e ciò per tutta l’eternità. Amen”.
[1] P. 415-422: “Barbare crudeltà usate dagli ebrei contro li cristiani ed altri innocenti, oltre li casi riferiti nella prima parte, facendo l’analisi degli Annali del Baronio e di Reginaldo, suo continuatore”.
[2] P. 423-428: “Irriverenze commesse dagli ebrei contro le sagre immagini, oltre quello che leggesi nelle altre storie ecclesiastiche circa questo assunto”.
[3] P. 429-430: “Estratto del libro intitolato l’Ebraismo della Sicilia, ricercato ed esposto da Giovanni di Giovanni, canonico della santa metropolitana chiesa di Palermo ed inquisitore fiscale della suprema Inquisizione di Sicilia, in Palermo, 1748, nella stamperia di Giuseppe Gramignani”.
[4] P. 431-451: “Ristretta raccolta di alcuni miracoli del santissimo sagramento raccolti e dati alla luce dal reverendo D. Nicola Lughi da Lugano, rettore della chiesa parocchiale di San Michele al Gallo di Milano, stampata in Venezia appresso Niccolò Moretti, 1608”. Expl.: “che gli ebrei trafissero l’eucaristia, la quale rimase divinamente intiera, e buttò miracolosamente sangue”. |